Analisi · 7 Ottobre 2026

Specialisti ICT: in Italia sono il 3,8% degli occupati, contro il 5,0% della media UE

Gli specialisti ICT sono le persone che progettano, gestiscono e proteggono i sistemi informatici: sviluppatori, sistemisti, analisti di dati, esperti di sicurezza. Eurostat li conta tra tutti gli occupati, nelle imprese e nella pubblica amministrazione, ed è uno degli indicatori del programma europeo per il Decennio digitale.

Nel 2025 in Italia gli specialisti ICT sono il 3,8% degli occupati, contro il 5,0% della media europea. L’Italia è 25ª su 27 Paesi: fanno meno solo Romania (2,7%) e Grecia (2,5%). Le quote più alte si registrano in Svezia (8,9%), Lussemburgo (8,7%) e Finlandia (7,8%).

3,8%specialisti ICT sul totale degli occupati, Italia 2025 (UE: 5,0%)
905 milaspecialisti ICT occupati in Italia nel 2025 (970 mila nel 2023)
12,4%imprese che impiegano specialisti ICT, Italia 2024 (UE: 20,1%)
Specialisti ICT in % degli occupati, 2025
occupati con funzioni di specialista ICT, in % dell’occupazione totale, Paesi UE
ItaliaUE-27Altri Paesi UE

Svezia8,9%Lussemburgo8,7%Finlandia7,8%Paesi Bassi7,2%Estonia6,8%Irlanda6,2%Belgio5,9%Danimarca5,7%Lituania5,7%Germania5,5%Austria5,4%Portogallo5,4%UE-275,0%Francia4,9%Croazia4,9%Cipro4,9%Bulgaria4,8%Spagna4,8%Malta4,8%Cechia4,7%Ungheria4,6%Lettonia4,5%Polonia4,5%Slovenia4,5%Slovacchia4,4%Italia3,8%Romania2,7%Grecia2,5%

Fonte: Eurostat, dataset isoc_sks_itspt (aggiornamento del 17 aprile 2026). Valori di Italia e UE-27 stimati; Francia e Spagna con definizione diversa. Elaborazione: Andrea Troisi · Governance Finanziaria · Troisi Ricerche.

Un divario che si allarga

Nel 2015 la distanza dalla media europea era minima: 3,3% in Italia, 3,5% nell’Unione. Da allora la quota europea è salita di un punto e mezzo, quella italiana di mezzo punto. Il divario è passato da 0,2 a 1,2 punti.

Negli ultimi due anni la quota italiana è anche scesa, dal 4,1% del 2023 al 3,8% del 2025. In numeri assoluti gli specialisti ICT sono passati da circa 970 mila a 905 mila, circa 65 mila in meno (-6,8%). Nello stesso periodo nell’Unione sono cresciuti da 9,75 a 10,45 milioni (+7,2%). I valori sono stime di Eurostat e la serie ha rotture metodologiche, quindi le variazioni di un singolo anno vanno lette con prudenza; la tendenza di fondo, però, è coerente.

Specialisti ICT in % degli occupati, Italia e UE-27, 2015-2025
occupati con funzioni di specialista ICT, in % dell’occupazione totale
ItaliaUE-27

0%1%2%3%4%5%6%2015201720192021202320255,0%3,8%3,5%3,3%

Fonte: Eurostat, dataset isoc_sks_itspt. Valori stimati; rotture di serie nel 2021 (Italia e UE-27) e nel 2018 (Italia). Elaborazione: Andrea Troisi · Governance Finanziaria · Troisi Ricerche.

Le imprese cercano meno

La rilevazione sulle imprese con almeno 10 addetti aiuta a capire il perché. Nel 2024 solo il 12,4% delle imprese italiane impiega specialisti ICT, contro il 20,1% della media europea: è il valore più basso tra i 27 Paesi.

Il dato più interessante riguarda la ricerca di personale. Ha assunto o provato ad assumere specialisti ICT il 5,0% delle imprese italiane, circa la metà della media UE (9,6%). Ma tra le imprese che hanno cercato, la quota che ha trovato posti difficili da coprire è la stessa: 58,4% in Italia, 57,5% in Europa. La difficoltà di reclutamento, quindi, è simile; a essere più bassa è la domanda.

Indicatore (2024, imprese con almeno 10 addetti) Italia UE-27
Imprese che impiegano specialisti ICT 12,4% 20,1%
Imprese che hanno assunto o cercato di assumere specialisti ICT 5,0% 9,6%
…di cui con posti difficili da coprire (% delle imprese che hanno cercato) 58,4% 57,5%
Imprese che formano i propri specialisti ICT 7,3% 11,4%
Imprese che offrono formazione ICT agli altri addetti 15,4% 19,4%

Anche la formazione è meno diffusa: forma i propri specialisti ICT il 7,3% delle imprese italiane, contro l’11,4% europeo, e offre formazione informatica agli altri addetti il 15,4%, contro il 19,4%.

Competenze interne o servizi esterni?

Una possibile spiegazione è la dimensione delle imprese: il tessuto italiano è fatto in larga parte di piccole imprese, che tendono ad affidare l’informatica a fornitori esterni. È coerente con un dato già analizzato su questo sito: le imprese italiane acquistano servizi cloud più della media europea (75,6% contro 52,7% nel 2025). È un’ipotesi, che i dati aggregati non permettono di dimostrare: per verificarla servirebbe un confronto per classe di addetti e settore.

Che cosa significa per la governance

Per chi guida un’impresa le competenze ICT sono un tema di controllo, non solo di organico. Tre indicazioni pratiche. Primo: mappare le competenze critiche, interne ed esterne, e capire quali processi dipendono da poche persone o da un solo fornitore. Secondo: se l’informatica è esternalizzata, governarla con contratti, livelli di servizio e indicatori monitorati nel controllo di gestione, perché la responsabilità resta all’impresa. Terzo: inserire nel budget la formazione digitale come investimento, con obiettivi misurabili. Senza competenze interne sufficienti, anche cloud e intelligenza artificiale rischiano di restare strumenti usati a metà.

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prof. Andrea Troisi
Troisi Ricerche

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