Analisi · 23 Settembre 2026

Sei mesi di dati: il quadro d’insieme sulle imprese italiane tra finanza, ESG e digitale

Da marzo abbiamo pubblicato ogni due settimane un’analisi basata su dati ufficiali europei, su tre temi: finanza d’impresa, ESG e sostenibilità, digitale e intelligenza artificiale. Questo articolo raccoglie i principali indicatori in un unico quadro, per confrontare le imprese italiane con la media dell’Unione.

Per ogni indicatore la tabella riporta un giudizio sintetico: meglio, peggio o in linea (differenza inferiore al 5% del valore europeo). Per il debito, l’intensità energetica e le emissioni un valore più basso è considerato migliore. Sui 13 indicatori, l’Italia fa meglio della media UE in 8 e peggio in 5.

8indicatori in cui l'Italia fa meglio della media UE
5indicatori sotto la media UE
3 su 3indicatori ESG migliori della media UE
Area Indicatore Anno Italia UE-27 Giudizio
Digitale e AI Imprese che acquistano servizi cloud 2025 75,6% 52,7% meglio
Digitale e AI PMI con intensità digitale almeno di base 2025 79,5% 71,4% meglio
Digitale e AI Imprese che usano l’intelligenza artificiale 2025 16,4% 20,0% peggio
Digitale e AI Imprese con vendite elettroniche 2025 20,1% 23,6% peggio
Digitale e AI Imprese con almeno 7 misure di sicurezza ICT 2024 32,2% 38,5% peggio
Digitale e AI Spesa in R&S delle imprese, % del PIL 2024 0,79% 1,49% peggio
Finanza d’impresa Tasso di investimento delle società non finanziarie 2025 24,9% 22,6% meglio
Finanza d’impresa Quota di profitto delle società non finanziarie 2025 43,3% 40,1% meglio
Finanza d’impresa Debito delle imprese, % del PIL (più basso = meno vulnerabile) 2024 55,9% 71,5% meglio
Finanza d’impresa Tasso di natalità delle imprese 2023 7,8% 10,5% peggio
ESG e sostenibilità Intensità energetica (kg petrolio eq. per 1.000 € PIL, PPS) 2024 61,8 74,0 meglio
ESG e sostenibilità Gas serra per euro di valore aggiunto (grammi) 2023 171 197 meglio
ESG e sostenibilità Tasso di utilizzo circolare dei materiali 2024 21,6% 12,2% meglio

Sostenibilità: il punto di forza

Nell’area ESG l’Italia fa meglio della media europea in tutti e tre gli indicatori: consuma meno energia per unità di PIL (61,8 contro 74,0 kg di petrolio equivalente), emette meno gas serra per euro di valore aggiunto (171 contro 197 grammi) e ricava dal riciclo una quota di materiali quasi doppia (21,6% contro 12,2%).

Per le imprese è un vantaggio da documentare: banche, clienti e investitori chiedono sempre più spesso dati misurabili sulle prestazioni ambientali, e chi parte da una posizione migliore ha interesse a rendicontarla.

Finanza: imprese solide, poco ricambio

Sul piano finanziario le società non finanziarie italiane investono una quota del valore aggiunto più alta della media (24,9% contro 22,6%), hanno una quota di profitto più elevata (43,3% contro 40,1%) e un debito più basso in rapporto al PIL (55,9% contro 71,5%).

Il punto debole è il ricambio: nascono 7,8 imprese ogni 100 attive, contro 10,5 nella media europea. Un tessuto produttivo stabile, ma che si rinnova lentamente.

Digitale: diffuso ma poco avanzato

Nel digitale il quadro è a due velocità. Le tecnologie di base sono più diffuse che in Europa: il cloud (75,6% contro 52,7%) e l’intensità digitale di base delle PMI (79,5% contro 71,4%). Restano invece indietro le vendite online, la sicurezza informatica avanzata e soprattutto la ricerca: la spesa in R&S delle imprese è lo 0,79% del PIL, circa la metà della media europea.

L’intelligenza artificiale è il fronte che si muove più in fretta. Nel 2025 la usa il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti, contro il 20,0% della media UE; un anno prima erano l’8,2%, quindi la quota è raddoppiata. La distanza dall’Europa si è ridotta da 5,3 a 3,6 punti, e tra le piccole imprese è di circa tre punti (14,2% contro 17,0%).

Imprese che usano almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, 2021-2025
% delle imprese con almeno 10 addetti
ItaliaUE-27

0%5%10%15%20%202120232024202520,0%16,4%

Fonte: Eurostat, dataset isoc_eb_ai. Elaborazione: Andrea Troisi · Governance Finanziaria · Troisi Ricerche.

Che cosa significa per la governance

Il quadro suggerisce tre priorità per chi guida un’impresa: usare la solidità finanziaria per investire in ricerca, sicurezza informatica e intelligenza artificiale, dove il ritardo è più ampio; misurare e rendicontare le prestazioni ambientali, che sono un punto di forza; integrare questi temi nella pianificazione finanziaria e nel sistema di controllo dei rischi. Continueremo a seguire questi indicatori, aggiornandoli man mano che Eurostat pubblica nuovi dati.

prof. Andrea Troisi
Troisi Ricerche

Istituto di ricerca accreditato MIUR dal 2006. Specializzato in governance finanziaria, ESG, customer satisfaction e metodologie di ricerca applicate. Scopri i servizi →

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