Analisi · 4 Novembre 2026

Energia rinnovabile: in Italia copre il 20,5% dei consumi, contro il 26,2% della media UE

La quota di energia rinnovabile misura quanta parte del consumo finale lordo di energia di un Paese è coperta da fonti rinnovabili: solare, eolico, idroelettrico, geotermia, biomasse, pompe di calore e biocarburanti. È l’indicatore su cui si misura l’obiettivo europeo per il 2030, fissato al 42,5% per l’Unione nel suo insieme.

Secondo i dati provvisori Eurostat, nel 2025 in Italia la quota è stata del 20,5%, contro il 26,2% della media UE. L’Italia è 19ª su 27 Paesi.

20,5%quota di rinnovabili sul consumo finale lordo di energia, Italia 2025 (dato provvisorio)
26,2%media UE-27
43,5%quota di rinnovabili nell’elettricità in Italia, 2025 (UE 49,9%)

Diciannovesima in Europa

In testa alla classifica ci sono Svezia (65,4%), Finlandia (53,0%) e Danimarca (48,2%). Le quote più basse sono quelle di Belgio (14,9%), Slovacchia (16,3%) e Irlanda (17,2%). Tra i grandi Paesi la Spagna è al 26,0%, Germania e Francia al 23,9%; l’Italia è subito dopo Cipro (21,5%) e davanti al Lussemburgo (20,2%).

Quota di energia rinnovabile, 2025
% del consumo finale lordo di energia
ItaliaMedia UE-27Altri Paesi

010203040506070Svezia65,4%Finlandia53,0%Danimarca48,2%Lettonia46,3%Austria44,2%Estonia42,3%Lituania38,5%Portogallo36,7%Croazia28,5%Grecia26,9%Media UE-2726,2%Spagna26,0%Romania25,6%Slovenia25,4%Germania23,9%Francia23,9%Bulgaria22,7%Paesi Bassi22,7%Cipro21,5%Italia20,5%Lussemburgo20,2%Ungheria19,6%Cechia19,1%Malta18,8%Polonia18,7%Irlanda17,2%Slovacchia16,3%Belgio14,9%

Fonte: Eurostat, dataset nrg_ind_ren. Elaborazione: Andrea Troisi · Governance Finanziaria · Troisi Ricerche. Dati 2025 provvisori.

Dal 2013 il divario si allarga

Nel 2004 le rinnovabili coprivano il 6,3% dei consumi italiani e il 9,6% di quelli europei. Nel decennio successivo l’Italia è cresciuta più in fretta e nel 2013 ha raggiunto la media UE: 16,7% in entrambi i casi.

Da allora le strade si sono separate. Tra il 2014 e il 2025 la quota italiana è passata dal 17,1% al 20,5% (+3,4 punti), quella europea dal 17,4% al 26,2% (+8,8 punti). Il dato italiano del 2020 (20,4%) è un picco isolato: nel 2021 la quota è scesa al 18,9%; il valore del 2025 è il più alto della serie dal 2004, ma è ancora provvisorio.

Quota di energia rinnovabile, Italia e UE, 2004-2025
% del consumo finale lordo di energia
ItaliaUE-27

0%5%10%15%20%25%30%200420092014201920259,6%26,2%6,3%20,5%

Fonte: Eurostat, dataset nrg_ind_ren. Elaborazione: Andrea Troisi · Governance Finanziaria · Troisi Ricerche. Dati 2025 provvisori.

Elettricità, calore, trasporti

Il ritardo non è uguale in tutti i settori. Nell’elettricità le rinnovabili coprono in Italia il 43,5% dei consumi nel 2025 (UE 49,9%), in crescita dal 40,7% del 2024: l’Italia è 15ª su 27. Nel riscaldamento e raffrescamento la quota italiana è del 20,2% nel 2024, contro il 26,7% europeo, e la posizione scende al 22° posto. Nei trasporti il divario è minimo: 10,0% contro 11,2% nel 2024, 12° posto.

Il calore è quindi l’ambito in cui la posizione italiana in classifica è più bassa, ed è anche quello in cui la quota è rimasta più ferma: era il 19,9% nel 2022 ed è il 20,2% nel 2024.

Quota di rinnovabili per settore
% del consumo finale lordo di ciascun settore; ultimo anno disponibile
ItaliaUE-27

0%10%20%30%40%50%60%Elettricità (2025)43,5%49,9%Riscaldamento e raffrescamento (2024)20,2%26,7%Trasporti (2024)10,0%11,2%

Fonte: Eurostat, dataset nrg_ind_ren. Elaborazione: Andrea Troisi · Governance Finanziaria · Troisi Ricerche. Elettricità: dato 2025 provvisorio.
Quota di rinnovabili (%) Italia UE-27 Posizione Italia
Totale, 2025 (provvisorio) 20,5 26,2 19ª su 27
Elettricità, 2025 (provvisorio) 43,5 49,9 15ª su 27
Riscaldamento e raffrescamento, 2024 20,2 26,7 22ª su 27
Trasporti, 2024 10,0 11,2 12ª su 27

Cosa significa per governance e controllo di gestione

Per un’impresa la quota di rinnovabili nei propri consumi è un dato da misurare, non solo da dichiarare. Il mix energetico incide sul costo dell’energia e sulla sua variabilità, e per le imprese che rendicontano secondo gli standard europei di sostenibilità (ESRS) il principio E1 sul cambiamento climatico chiede di indicare consumi energetici e mix, compresa la parte da fonti rinnovabili.

I dati nazionali suggeriscono dove guardare: oltre all’elettricità, dove contratti e autoproduzione sono le leve più note, il calore usato nei processi e negli edifici, dove l’Italia ha la posizione più bassa tra i tre settori. Separare nel controllo di gestione i consumi per vettore (elettricità, calore, carburanti) è il primo passo per sapere quale quota si sta davvero migliorando.

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prof. Andrea Troisi
Troisi Ricerche

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