Articoli · 15 Marzo 2026

PIA Turismo e PIA Industriale: agevolazioni per l’internazionalizzazione delle imprese

Tipologie di agevolazione PIA: contributo a fondo perduto vs finanziamento agevolato
Fonte: elaborazione Troisi Ricerche su bandi regionali 2022-2025

Accanto agli strumenti nazionali — voucher MISE e finanziamenti SIMEST — il sistema italiano offre un livello regionale di agevolazioni che, per molte PMI, può risultare ancora più accessibile e immediatamente operativo. I Pacchetti Integrati di Agevolazione, meglio noti come PIA, rappresentano lo strumento regionale per eccellenza per finanziare investimenti in innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione. Esistono in due varianti principali — PIA Turismo e PIA Industriale — ciascuna con caratteristiche specifiche ma con un denominatore comune: la combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati che può coprire fino al 75% dell’investimento ammissibile.

PIA Turismo: internazionalizzare l’offerta turistica

Il PIA Turismo è rivolto alle imprese del settore turistico-ricettivo e dei servizi collegati (ristorazione, esperienze, tour operator, DMC) che intendono investire nell’internazionalizzazione della propria offerta. Le spese ammissibili includono: realizzazione di siti web multilingua, campagne di marketing digitale sui mercati esteri, partecipazione a fiere turistiche internazionali (ITB Berlino, WTM Londra, FITUR Madrid), formazione del personale in lingue e protocolli di accoglienza internazionale, e consulenza strategica per il posizionamento su piattaforme di booking internazionali.

L’importanza del turismo incoming per l’economia italiana è confermata dai numeri: secondo i dati della Banca d’Italia, la spesa dei turisti stranieri in Italia ha raggiunto i 52 miliardi di euro nel 2024, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la gran parte di questi flussi è concentrata nelle destinazioni iconiche — Roma, Firenze, Venezia, Costiera Amalfitana — mentre vaste aree del Paese con un patrimonio culturale e naturale straordinario restano sotto-rappresentate nei circuiti turistici internazionali.

Il PIA Turismo è lo strumento ideale per colmare questo gap, finanziando le imprese turistiche delle aree interne e del Mezzogiorno nella costruzione di una presenza internazionale. Il prof. Andrea Troisi, che attraverso Troisi Ricerche opera nel settore turistico come docente di Economia delle Imprese Turistiche all’Università di Bari, osserva: «Il turismo italiano ha un potenziale di internazionalizzazione enorme nelle aree non ancora scoperte dal mercato globale. Il PIA è lo strumento che può sbloccare questo potenziale, ma serve una strategia data-driven per indirizzare gli investimenti sui mercati giusti».

PIA Industriale: supporto alle PMI manifatturiere

Il PIA Industriale si rivolge alle imprese manifatturiere e di servizi che investono in innovazione di processo, digitalizzazione e internazionalizzazione. A differenza del PIA Turismo, la platea è più ampia e include tutti i settori produttivi: meccanica, agroalimentare, moda, chimica, tecnologia, arredamento.

Le spese ammissibili per la componente di internazionalizzazione includono: studi di fattibilità per l’ingresso in nuovi mercati, consulenza export, registrazione di marchi e brevetti all’estero, adeguamento del prodotto alle normative dei mercati target, partecipazione a fiere internazionali di settore, e sviluppo di canali commerciali all’estero. La componente di innovazione può includere investimenti in macchinari, software, certificazioni e formazione.

L’aspetto più interessante del PIA Industriale è la possibilità di combinare in un unico progetto investimenti in innovazione e in internazionalizzazione, creando un percorso integrato: si innova il prodotto o il processo e contemporaneamente si costruisce il canale per esportarlo. Questa visione integrata è esattamente ciò che serve alle PMI italiane per competere sui mercati globali.

Come funzionano le agevolazioni

I PIA prevedono tipicamente una struttura finanziaria mista: una quota di contributo a fondo perduto (generalmente dal 30% al 50% dell’investimento ammissibile) e una quota di finanziamento agevolato a tasso zero o quasi zero (dal 20% al 30%). La quota rimanente è a carico dell’impresa (equity). Le percentuali variano in base alla dimensione dell’impresa, alla localizzazione (le regioni del Mezzogiorno beneficiano di intensità di aiuto superiori) e alla tipologia di investimento.

Gli importi ammissibili variano da un minimo di 30.000-50.000 euro a diversi milioni per i progetti più complessi. Per una PMI che intende avviare un percorso di internazionalizzazione, un investimento tipico di 80.000-150.000 euro può essere coperto per il 60-75% tra fondo perduto e finanziamento agevolato, riducendo l’esborso effettivo a poche decine di migliaia di euro.

PIA e voucher MISE: la strategia combinata

Come per SIMEST, i PIA non sono alternativi al voucher MISE ma complementari. La strategia ottimale per una PMI che parte da zero nell’internazionalizzazione prevede tre livelli: il voucher MISE per finanziare il TEM che definisce la strategia e avvia i contatti commerciali, il PIA per finanziare gli investimenti strutturali (sito multilingua, adeguamento prodotto, certificazioni, fiera), e eventualmente SIMEST per coprire spese ricorrenti di inserimento sui mercati (ufficio estero, campagne promozionali).

Troisi Ricerche accompagna le imprese nella costruzione di questa architettura multi-livello, massimizzando la copertura pubblica dell’investimento. L’esperienza maturata su decine di progetti dimostra che la combinazione di strumenti può ridurre l’investimento netto dell’impresa al 20-30% del costo totale del percorso di internazionalizzazione.

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prof. Andrea Troisi
Troisi Ricerche

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