Articoli · 15 Marzo 2026

I settori trainanti dell’export italiano: meccanica, agroalimentare, moda e farmaceutica

Export italiano per settore (miliardi di euro, 2024)
Fonte: elaborazione Troisi Ricerche su dati ISTAT 2024

Quando si parla di export italiano, il dibattito pubblico tende a concentrarsi su pochi prodotti iconici: la pasta, la moda, il vino. La realtà dei numeri racconta una storia più complessa e, per certi versi, più affascinante. L’Italia esporta per 626 miliardi di euro attraverso una struttura settoriale diversificata che non ha equivalenti tra le economie di dimensione comparabile. Questa diversificazione è un punto di forza strategico: protegge il sistema-Paese dagli shock settoriali e offre opportunità di internazionalizzazione a imprese di settori molto diversi tra loro.

Meccanica e macchinari: il gigante silenzioso

Con oltre 108 miliardi di euro di esportazioni nel 2024, il comparto dei macchinari e della meccanica strumentale rappresenta il primo settore di export italiano, incidendo per circa il 17% del totale. L’Italia è il quarto produttore mondiale di macchine utensili dopo Cina, Germania e Giappone, e il secondo esportatore europeo. I distretti di Brescia, Bologna, Vicenza e Torino alimentano una filiera che va dai macchinari per l’industria alimentare alle macchine per il packaging, dalla robotica industriale ai sistemi di automazione.

Il vantaggio competitivo italiano in questo settore risiede nella capacità di offrire soluzioni personalizzate ad alto contenuto tecnologico, con una flessibilità produttiva che i grandi gruppi tedeschi o giapponesi faticano a replicare. Per le PMI del settore meccanico, i mercati a più alta crescita sono oggi gli Stati Uniti, il Messico (spinto dal nearshoring), l’India e i paesi del Golfo.

Agroalimentare: il made in Italy che il mondo vuole

L’agroalimentare ha superato i 64 miliardi di euro di export nel 2024, confermando una traiettoria di crescita ininterrotta dall’inizio del decennio. Il vino rappresenta il singolo prodotto più esportato con circa 8 miliardi, seguito da pasta, olio d’oliva, formaggi e salumi. Ma la crescita più dinamica si registra nelle nicchie premium: prodotti biologici, DOP e IGP, preparazioni gastronomiche di alta gamma.

Troisi Ricerche ha accompagnato imprese del settore agroalimentare in missioni commerciali in mercati diversificati come gli Emirati Arabi, il Marocco e il Regno Unito. L’esperienza sul campo conferma che la domanda di prodotto italiano è strutturalmente forte, ma richiede un adattamento delle strategie commerciali alle specificità locali: normative sanitarie, certificazioni halal, requisiti di etichettatura post-Brexit.

Moda e tessile: oltre il lusso

Il sistema moda italiano — abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori — esporta per circa 70 miliardi di euro, posizionando l’Italia come primo esportatore europeo nel settore e terzo al mondo dopo Cina e Bangladesh (per volume, non per valore). Il segmento lusso rappresenta la punta di diamante, ma il tessuto produttivo include migliaia di PMI che operano nella fascia medio-alta con marchi propri o come fornitori della grande distribuzione internazionale.

Per le PMI della moda, l’export digitale attraverso piattaforme come Farfetch, Net-a-Porter e i marketplace generalisti rappresenta un canale in forte espansione. Il prof. Andrea Troisi osserva: «Il settore moda è quello in cui l’export digitale ha il maggiore potenziale trasformativo. Una piccola azienda di calzature artigianali può raggiungere clienti in 50 paesi attraverso un singolo marketplace, senza necessità di una rete commerciale fisica».

Farmaceutica e chimica: la sorpresa

Il comparto farmaceutico italiano ha registrato una crescita esplosiva nell’ultimo decennio, raggiungendo i 47 miliardi di euro di export. L’Italia è oggi il primo produttore farmaceutico europeo per volume, superando la Germania. Il distretto farmaceutico della Lombardia, dell’Emilia-Romagna e del Lazio alimenta una filiera che include sia i grandi gruppi multinazionali con stabilimenti in Italia sia le PMI specializzate in principi attivi, dispositivi medici e cosmetica.

Arredamento e design

Con 22 miliardi di euro di export, il settore dell’arredo e del design conferma la leadership italiana nel segmento premium. I distretti di Brianza, Pesaro e Veneto sono i principali poli produttivi. Il Salone del Mobile di Milano resta la più importante fiera di settore al mondo, generando ordini e contatti commerciali che alimentano l’export per mesi. Mercati in crescita: Stati Uniti, Cina, Emirati Arabi.

L’analisi settoriale come base della strategia export

Conoscere i numeri macro non basta. Ogni settore ha una propria geografia dell’export, una propria struttura tariffaria, una propria regolamentazione tecnica. L’approccio di Troisi Ricerche prevede un’analisi settoriale approfondita prima di qualsiasi azione operativa: quota di mercato del made in Italy nel paese target, dinamica della domanda, posizionamento competitivo rispetto ai concorrenti locali e internazionali, barriere tariffarie e non tariffarie specifiche del settore.

Questa analisi data-driven è ciò che distingue un percorso di internazionalizzazione strutturato da un tentativo empirico. Il voucher export digitale MISE e i finanziamenti SIMEST possono coprire i costi di questa fase analitica, rendendola accessibile anche alle micro e piccole imprese.

In quale settore opera la tua azienda?

Ogni settore ha mercati prioritari e agevolazioni specifiche. Troisi Ricerche, fornitore accreditato MISE, ti aiuta a identificare la strategia giusta con un approccio basato sui dati.

Verifica il potenziale export →

prof. Andrea Troisi
Troisi Ricerche

Istituto di ricerca accreditato MIUR dal 2006. Specializzato in governance finanziaria, ESG, customer satisfaction e metodologie di ricerca applicate. Scopri i servizi →

Quanto è preparata la tua impresa?

Fai il test gratuito di governance finanziaria e ESG — 5 minuti, risultato immediato.

Fai il test →