Analisi · 3 Giugno 2026

Fallimenti: in Italia +9% rispetto al 2021, in Europa +86%

Le dichiarazioni di fallimento e le iscrizioni di nuove imprese sono due indicatori tempestivi dello stato del sistema produttivo. Eurostat li pubblica ogni trimestre sotto forma di indici, con base 2021 = 100: non misurano quindi il numero di fallimenti, ma come cambia nel tempo rispetto a quell’anno.

Nel 2025, in media d’anno, l’indice italiano dei fallimenti è stato pari a 109,1: circa il 9% in più rispetto al 2021. Nell’Unione europea l’indice ha raggiunto 186,2, con una crescita molto più forte.

109,1indice dei fallimenti, Italia 2025 (2021 = 100)
186,2indice UE-27
99,5indice delle iscrizioni di nuove imprese, Italia
Fallimenti e iscrizioni di imprese, 2019-2025
indice 2021 = 100, media annua di dati trimestrali destagionalizzati
Fallimenti, ItaliaFallimenti, UE-27Iscrizioni, ItaliaIscrizioni, UE-27

0501001502019202020212022202320242025186,2109,1108,899,5

Fonte: Eurostat, dataset sts_rb_q. Elaborazione: Andrea Troisi · Governance Finanziaria · Troisi Ricerche.

Dopo il minimo della pandemia

Il confronto va letto alla luce degli anni della pandemia. Nel 2020 e nel 2021 le moratorie sui debiti, le garanzie pubbliche e, in alcuni Paesi, la sospensione delle procedure hanno ridotto in modo artificiale i fallimenti. In Italia l’indice era a 124,0 nel 2019 ed è sceso a 84,6 nel 2020.

Da allora la risalita è stata graduale: 79,8 nel 2022, 85,4 nel 2023, 101,7 nel 2024 e 109,1 nel 2025, ancora sotto i livelli del 2019. Nella media europea i fallimenti sono invece cresciuti molto più rapidamente e nel 2025 superano ampiamente i livelli pre-pandemia.

Fallimenti per settore, 2025
indice 2021 = 100, media annua
ItaliaUE-27

050100150200250300110164Industria128177Costruzioni94172Commercio118218Trasporti110278Alloggio eristor.122205Informazione ecom.102201Finanza eservizi

Fonte: Eurostat, dataset sts_rb_q. Elaborazione: Andrea Troisi · Governance Finanziaria · Troisi Ricerche.

I settori

In Italia gli aumenti più marcati rispetto al 2021 si registrano nelle costruzioni (128) e nell’informazione e comunicazione (122), mentre nel commercio l’indice è sotto la base (94). In Europa gli indici settoriali sono tutti molto più alti, con il massimo nell’alloggio e ristorazione (278).

Le iscrizioni di nuove imprese in Italia sono rimaste vicine ai livelli del 2021 (indice 99,5 nel 2025), mentre nella media europea sono cresciute (108,8).

Prevenire la crisi

Il Codice della crisi d’impresa chiede agli amministratori di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati a rilevare per tempo i segnali di crisi. Budget di tesoreria, indicatori di sostenibilità del debito e monitoraggio dei flussi di cassa sono gli strumenti con cui la governance finanziaria rende concreto questo obbligo.

prof. Andrea Troisi
Troisi Ricerche

Istituto di ricerca accreditato MIUR dal 2006. Specializzato in governance finanziaria, ESG, customer satisfaction e metodologie di ricerca applicate. Scopri i servizi →

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